mi ero ripromessa di dedicarti la mia ennesima fatica letteraria, un breve racconto in memoria della tua di fatica, la terza, eppure, nonostante lo sforzo immane – e solo tu puoi capirmi - non sono ancora riuscita a scriverlo. Da settimane inseguo parole e frasi che mi arrivano da chissà dove, sia di giorno sia di notte, si infiltrano persino nei miei sogni per sfuggire subito dopo. Una volta solami è stato concesso di afferrare un pensiero per la coda, lo stavo riavvolgendo con minuzia per capirne il senso e trascriverlo sul foglio bianco, quando proprio in quel momento si è dileguato. Se ne sarà andato da un altro scrittore più attento, immagino!
Pensa che un giorno mi sono addirittura legata alla sedia con le mani incollate alla tastiera. Avevo il collo e le spalle così contratti a causa della tensione, la testa fumante e il sudore lungo le tempie come un fiume in piena, tuttavia è stato un inutile sforzo sovrumano!
Ma, grazie a Dio, questo meraviglioso progetto dura un anno intero e ho quindi tutto il tempo necessario. Posso dunque riprendere fiato, rilassare collo e spalle, e con pazienza, una sfida dopo l’altra, riuscirò finalmente a scrivere la mia fatica letteraria, degna della tua.
Come ti ammiro e come ti capisco, mio caro Ercole.
Maccagno, 13 dicembre 2025