Sono nato nel 1965 in un luogo che non vuol dire nulla, la maggior parte del mio tempo lo passo in bicicletta, in giro per boschi e strade più o meno trafficate.
L’opera per quanto mi riguarda non comunica informazioni e non illustra nulla. Il suo senso ultimo è sfuggente, il significato ha bordi incerti e aporie, in quello che faccio c'è una connessione di cose minori, laterali, per sondare gli aspetti reconditi del "mormorio" del mondo e costruire una relazione con un tempo che appare privo di accadimenti, in questo si intravede una trama sottile che unisce il tutto e che porta allo scoperto una possibilità; la stupefazione.
Mi affido all’intuizione e molte volte la parte importante del lavoro è quella di accogliere il dubbio. La mia ricerca verte su tematiche come il tempo e il senso dell’attesa, il momento in cui non succede nulla, la stasi, la pausa carica di tensione. Il senso delle opere è anche nello spazio che le separa e le lega nella distanza, sono un "frammento di tempo allo stato puro”.
Dipingo con le cose. Cose leggere, al limite dell'inutile.
Il resto è un segreto.