Il suo lavoro si muove spesso in equilibrio tra dimensione concettuale e sensibilità artigianale, costruendo opere in cui il gesto, la stratificazione e il tempo diventano elementi centrali della composizione. Nella sua pratica emergono temi legati alla precarietà, alla traccia e alla tensione tra ordine e disfacimento, attraverso un linguaggio essenziale ma fortemente evocativo.
Arcangeli sviluppa una poetica che evita la spettacolarizzazione, privilegiando invece interventi misurati, capaci di instaurare un rapporto intimo con il contesto espositivo e con l’osservatore. Le sue opere spesso suggeriscono un processo più che un’immagine definitiva, lasciando affiorare residui, cancellazioni e segni di passaggio.
La sua ricerca si inserisce in un ambito dell’arte contemporanea italiana attento alla materia e alla relazione tra corpo, spazio e memoria, mantenendo una dimensione riflessiva e rigorosa.