Quello stesso giorno uscì nelle sale cinematografiche statunitensi, in anteprima mondiale,
il film Ben Hur. In quello stesso anno, il primo gennaio Fidel Castro entra a l’Avana ed un
mese dopo assume l’incarico di Primo Ministro del Governo Rivoluzionario. Inizia la
commercializzazione della bambola Barbie, una bambina già adulta, smaliziata e
stereotipata sui modelli estetici che proponeva Hollywood: non mi è mai piaciuta e non l’ho
mai voluta tra i miei giochi. Viene festeggiata ufficialmente per la prima volta la festa della
mamma e inizia su Raiuno lo Zecchino d’Oro. Dopo il successo della prima edizione di
Documenta a Kassel viene inaugurata Documenta 2 e si apre al pubblico, a New York, il
Guggenheim Museum.
Il mio primo amore a 6 anni, in una sala della Pinacoteca di Brera: mi mancò il fiato. Non
mi ha mai tradito, tutte le volte che ancora lo rivedo, ad Arezzo a Urbino a Firenze, a
Rimini per un attimo si ferma il tempo…Quel che si dice ‘il primo amore non si scorda
mai’… A 12 anni incrociai Pablo, un senso unico che conduce tutti a lui: toccata e fuga…
Dai 15 anni, al liceo artistico, gli amori si alternano, si incrociano, si sovrappongono, si
riprendono… Jacopo mi ha rivelato l’inconsistenza e la magia delle bolle di sapone: la
concretezza che si dissolve, Tiziano seducente e convincente, volumi e forme che si
sfaldano…un salto ed ecco Claude e poi Georges, Marcel, Renè, Kasimir. In Accademia, a
Brera, a 17 anni, il momento dei grandi interrogativi: Lucio, Piero, Gianni, Pino, Vincenzo,
Giulio…
Nel 1983, Luciano Inga Pin della Galleria Diagramma di Milano mi propone di partecipare
alla collettiva Bello Stabile e qui inizia la mia avventura.
Oggi, riguardando quei lavori, con occhi inevitabilmente avveduti so che non è bastato
rivestire le forme, pur avendo come alleate l’ambiguità e l’allusione, con una pelle di
cremoso smalto lucente dai contorni morbidi e rotondi per dissolvere le sagome inflessibili
e dure.
Ci vuole ben altro.
L’amore, l’incanto e la meraviglia ce l’ho messa e ci siamo anche emozionati e divertiti
tutti in quei nevosi anni.
Una vena di severità, crudezza e precisione mi hanno, però, sempre appartenuto e
accompagnato, ho sempre pensato che l’opera crea problemi, non da risposte, semmai
pone domande, mostra un presente per immaginare uno sguardo sul futuro.Dal 1984 partecipo a mostre con il gruppo Nuovo Futurismo fondato a Milano dallo stesso
Luciano Inga Pin con Renato Barilli e a tante altre mostre personali e collettive.
Oggi come allora faccio mio un pensiero di Iosif Brodskj:
“Ogni nuova realtà estetica ridefinisce la realtà etica dell’uomo. Giacché l’estetica è madre
dell’etica”.
L’arte, le arti, non salvano il mondo, ma sono degli acceleratori di pensiero per la
conoscenza e la comprensione del mondo.
Sempre Brodskj nel suo discorso per il Nobel per la letteratura nel 1987 diceva:
“Ogni nuova realtà estetica rende più privata l’esperienza individuale; e questo tipo di
privatezza, che assume a volte la forma del gusto (letterario o di altro genere) può già di
per se costituire, se non una garanzia, almeno un mezzo di difesa contro l’asservimento.
… Il punto non è tanto che la virtù non costituisce una garanzia per la costruzione di un
capolavoro: è che il male, specialmente quello politico, è sempre un cattivo stilista.”
Dal 1998 insegno in Accademia di Belle Arti e dal 2000 a Brera.
Tutto il resto è una storia recente