L'ARTE È UNA FATICA INUTILE

11ª Fatica. I pomi d’oro del giardino delle Esperidi

Gli artisti che hanno condiviso la 11ª fatica sono Gianluca Arienti, Francesca Maroni e Gloria Tamborini

L’undicesima fatica di Eracle lo conduce ai pomi d’oro del giardino delle Esperidi, un dono prezioso di Gea per il matrimonio di Era, custodito in un giardino segreto all’estremo Occidente. Questi pomi non erano semplici frutti: erano simboli di immortalità e bellezza, protetti da un serpente dalle cento teste, Ladone, e sorvegliati dalle Esperidi, le ninfe figlie di Atlante.
Eracle non conosceva l’ubicazione esatta del giardino, così dovette prima chiedere informazioni. Si rivolse a Nereo, il vecchio dio del mare capace di cambiare forma, che, dopo essere stato catturato e trattenuto da Eracle, gli rivelò la via per raggiungere le Esperidi.
Arrivato al giardino, Eracle si trovò davanti a due grandi ostacoli: il drago Ladone, instancabile guardiano, e la sfida delle stesse Esperidi, che non avevano intenzione di cedere i preziosi frutti. Secondo alcune versioni del mito, Eracle ingannò le ninfe o affrontò direttamente il drago: altre raccontano che convinse Atlante, il titano che reggeva il cielo, a prendere i pomi per lui, mentre Eracle sorreggeva temporaneamente il cielo sulle spalle. Una volta ottenuti i frutti, Eracle li riportò a Micene, completando così l’undicesima fatica.
Questa impresa non è solo una dimostrazione di forza, ma anche di astuzia e ingegno, perché Eracle deve superare guardiani quasi invincibili e trattare con divinità e titani per raggiungere il suo obiettivo. I pomi d’oro restano così simbolo di un dono straordinario, conquistato attraverso coraggio, ingegno e determinazione.
Mele su carta blu per l'11ª fatica, i pomi d'oro delle Esperidi

Photo © Silvia Scanavini

Ermanno Cristini, Francesca Maroni e Gloria Tamborini con la pietra blu
Ermanno Cristini, Francesca Maroni e Gloria Tamborini
Un uomo gesticola davanti a stampe di nuvole blu accanto a Ercole
Fotografie disposte a terra lungo la vetrata del museo
Il braccio di Ercole davanti a stampe di nuvole blu

Photo © Silvia Scanavini

Il pubblico riceve le mele durante l'11ª fatica
Tre mele argentate su un libro di storia dell'arte di Gombrich
Francesca Maroni indica la sua installazione all'esterno del museo
Francesca Maroni con la sua installazione all'esterno del museo
Pietra blu di Gloria Tamborini davanti alla foce del torrente Giona
L'opera di Gloria Tamborini tra il Verbano e il museo
Una mela dorata fotografata con lo smartphone

I partecipanti

Ogni incontro si configura come un dispositivo di scambio: Ercole è la soglia, il suo corpo la materia, il restauro lo sfondo. Attorno a lui si raccoglie una comunità effimera, nata dal fare, dal tentare, dal condividere. Ercole custodisce la forza di una memoria che resiste, e in questo processo la conoscenza si forma nel gesto e nella relazione.
Civico Museo Parisi Valle
Via Leopoldo Giampaolo, 1
Maccagno con Pino e Veddasca, Varese, Italia
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